E.Marinella

Eugenio Marinella agli inizi del XX secolo getta le basi di quella che sarebbe divenuta una delle più favolose "storie di successo" della sartoria napoletana. Nel 1914, a 34 anni e dopo quindici anni nel settore dell'abbigliamento maschile, decise che era giunto il momento di cambiare lo stile ed il modo di vestire di un uomo che conta: alla vigilia della prima guerra mondiale, Eugenio aprì bottega in Piazza Vittoria sull'elegante Riviera di Chiaia di Napoli, allora come oggi, uno dei più bei lungomare d'Italia. La posizione si rivelò strategica per una botteguccia di soli 20 mq davanti alla quale passeggiava l'alta società napoletana. Il negozio diventa ben presto un piccolo scrigno prezioso in cui si possono trovare autentici tesori di raffinatezza e di gusto, un piccolo angolo di Inghilterra a Napoli. In un'epoca in cui lo stile "inglese" è molto di moda, Marinella è il solo a proporre, a Napoli, una vasta gamma di prodotti esclusivi provenienti da Londra, esigendo dai fornitori inglesi l'esclusività.
La produzione firmata E. Marinella ha conservato nei decenni una scrupolosa attenzione alla qualità delle materie prime e una curatissima fattura, che ancora oggi è rigorosamente artigianale.
È soprattutto nella fattura che si riconosce un'autentica cravatta Marinella: prerogativa è la particolare imbottitura e il rinforzo del nodo, soggetto più delle altre parti, alla compressione e quindi all'usura. Così come varia la larghezza e l'imbottitura del nodo secondo i gusti, anche la larghezza e la lunghezza variano in base all'altezza della persona che la indossa per un vero “servizio su misura” per la prima volta applicato alla cravatta. Le cravatte E. Marinella sono tagliate e cucite a mano una ad una dalle sarte nel laboratorio di Napoli; solamente quattro esemplari uguali possono essere ricavati da un unico square di seta pura di cm. 100x130, stampato in Gran Bretagna nelle fantasie a micro disegni diventati la cifra stilistica della casa. Le cravatte a cinque, sette e nove pieghe costituiscono poi delle varianti più preziose rispetto al modello classico, in quanto necessitano di una lavorazione più complessa che richiede almeno tre ore di tempo ed un impiego maggiore di tessuto, un particolare twill di seta che viene ripiegato su stesso ben cinque, sette o nove volte dall'esterno verso il centro, conferendo una corposità naturale alla cravatta che in questo caso non necessita dell' "anima" (teletta) di imbottitura.